Gli Stati Uniti devono restare vicini ai loro alleati, afferma Mike Pence
L’ex vicepresidente americano Mike Pence ha lanciato un monito durante un incontro alla Harvard Kennedy School: l’America, secondo lui, sta attraversando un momento di grande instabilità e non può permettersi di indebolire il legame con i suoi alleati storici. “Viviamo in tempi pericolosi”, ha dichiarato. “L’America deve essere forte, pronta, solidale con i suoi alleati e ferma nel difendere la libertà. Solo così possiamo sperare in un futuro pacifico.”
Pence ha parlato durante un evento organizzato dall’Institute of Politics e moderato da Archon Fung, direttore dell’Ash Center for Democratic Governance and Innovation. L’incontro si è svolto pochi mesi dopo che l’ex vicepresidente aveva ricevuto il Profile in Courage Award dalla John F. Kennedy Library Foundation per il suo ruolo nel certificare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020, nonostante l’assalto al Campidoglio.
Secondo Pence, gli Stati Uniti sono una presenza insostituibile sulla scena internazionale, poiché nessun altro Paese democratico può assumere la stessa funzione di guida. Ha collegato questo tema anche alla sua breve candidatura presidenziale del 2023, motivata – ha spiegato – dal timore che Donald Trump e parte del Partito Repubblicano stessero abbandonando i valori fondamentali del tradizionale impegno americano nel mondo. “Se l’America non guida il mondo libero, il mondo libero non è guidato. Non esiste una squadra di riserva, nessun altro Paese che possa colmare quel vuoto.”
Pence ha sottolineato la necessità di sostenere con decisione l’Ucraina nella guerra contro la Russia, avvertendo che un cedimento alle ambizioni di Vladimir Putin aumenterebbe il rischio di un nuovo conflitto globale. “Chi pensa che cedere a un dittatore eviti una guerra mondiale dovrebbe studiare la Seconda guerra mondiale,” ha ammonito. “Putin non si fermerà finché non sarà fermato.”
Pur restando critico su alcuni aspetti della politica americana attuale, Pence ha ribadito la sua fiducia nei principi del libero mercato. Ha espresso scetticismo verso le politiche ambientali troppo regolatorie e ha sostenuto che le soluzioni al cambiamento climatico dovrebbero nascere dall’innovazione privata, non dall’intervento governativo. Ha inoltre accolto con favore la decisione della Corte Suprema del 2024 di annullare la Chelon Doctrine, che ampliava il potere delle agenzie federali nell’interpretazione delle leggi.
Riflettendo sulla propria fede cristiana, Pence ha dichiarato che la religione è sempre stata la sua principale fonte di ispirazione in politica. A suo avviso, una democrazia può durare solo se i cittadini condividono un ordine morale comune. Da questa convinzione deriva anche la sua difesa della libertà religiosa garantita dal Primo Emendamento e il suo appello al ritorno alla civiltà nel dibattito politico.
“La democrazia ha bisogno di grandi dosi di civiltà,” ha affermato. “Quando restiamo rispettosi, anche nelle divergenze, possiamo trovare un terreno comune. Non significa rinunciare ai principi, ma cercare insieme soluzioni per il bene del Paese.”
Nel concludere l’incontro, Archon Fung ha ringraziato Pence per il coraggio mostrato il 6 gennaio 2021, quando si oppose alle pressioni di Trump e dei manifestanti al Campidoglio. Alla domanda sulla solidità delle istituzioni americane, Pence ha ricordato quei momenti drammatici: “Il mondo intero stava guardando, e credo abbia visto la forza e la resilienza delle nostre istituzioni.”
Guardando al futuro, l’ex vicepresidente si è detto fiducioso: “Sono convinto che repubblicani e democratici continueranno a rimanere fedeli alle radici della nostra democrazia e al dovere di difenderla.”
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